Palazzo dell'Università

Via Po, 17, Torino, TO, Italia (5)

Descrizione

È nel 1712 che Vittorio Amedeo II di Savoia incarica Michelangelo Garove, il più affermato architetto sulla piazza di Torino nell'ultimo decennio del seicento, di progettare il Palazzo dell'Università. Tuttavia il progetto iniziale viene modificato grazie all'apporto di altri architetti interpellati da Vittorio Amedeo tra cui il genovese Giovanni Antonio Ricca, che alla morte di Garove, avvenuta nel 1713, prende in mano le redini della fabbrica.
Al piano terra, trovano posto aule per le "scuole" umanistiche, in testata, e ai lati del cortile si aprono gli scenografici scaloni di accesso al piano nobile, sul quale si articolano ambienti ad uso delle scuole scientifiche e della biblioteca. L'intero impianto si dispone attorno alla corte nobile di cinque per sette campate e si deve a Filippo Juvarra ​la progettazione decorativa degli spazi dell'atrio e dei loggiati. È però il suo allievo, Bernardo Antonio Vittone, che attende, negli anni successivi, alle quotidiane necessità della vita dell'istituzione: dal progetto dell'osservatorio astronomico, al "teatro anatomico" (odierna Aula Magna), all'allestimento del Museo di Antiquaria e di Storia Naturale al piano nobile dell'edificio, al progetto del portale e della cancellata verso la contrada di Po, ma anche alle fessurazioni apertesi nelle volte degli scaloni.
Dal 1849 la galleria superiore della corte d'onore ospita i "monumenti dei dotti che illustrarono l'Ateneo".
Oggi, l'edificio ospita le sedi dei vertici istituzionali e degli organi politici e amministrativi dell'Ateneo.

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