Villa del Principe

Piazza del Principe, 4, Genova, GE, Italia (0)

Descrizione

Il palazzo fu fatto edificare e decorare da Andrea Doria (1466-1560) tra il 1529 e il 1533. L’assetto definitivo del complesso si deve però all’erede, Giovanni Andrea I (1539-1606), che aggiunse la galleria ad ovest, le logge angolari, la loggetta a mare e completò i giardini. Il nucleo originario realizzato da Andrea, fu terminato e decorato entro il 1533, quando l’imperatore Carlo V d’Asburgo fu accolto trionfalmente a Genova e ospitato nella residenza del Principe Doria. Il pittore Perin del Vaga (1501-1547), collaboratore di Raffaello (1483-1520), fu chiamato a Genova dall’ammiraglio con l’incarico di decorare la nuova residenza principesca. L’artista coordinò la realizzazione degli affreschi, eseguendone buona parte e organizzando il lavoro dei suoi collaboratori. Il programma celebrativo del Doria, volto ad esaltare le ascendenze familiari e le capacità individuali, culmina nell’identificazione di Andrea con Nettuno, dio del mare, posto sullo stesso piano di importanza di “Giove che fulmina i Giganti”, soggetto del celebre affresco realizzato da Perino nel salone ad ovest, allegoria di Carlo V che punisce i ribelli e gli eretici. I “Trionfi” dell’atrio alludono alle vittorie dell’ammiraglio; gli “Eroi” della loggia le virtù degli antenati; la “Carità Romana” le virtù morali del committente; soggetti eroici e temi amorosi tratti dalle “Metamorfosi” di Ovidio decorano rispettivamente l’appartamento di Andrea e della moglie Peretta Usodimare (1478-1550). Ornava il giardino un colossale Nettuno in stucco di Giovannagelo Montorsoli (1507-1563), sostituito dalla fontana marmorea con “Nettuno sul carro” di Taddeo Carlone (1543-1615). Dopo la morte del Principe, Giovanni Andrea I ampliò il palazzo con una serie di interventi affidati all’architetto Giovanni Ponzello (anni venti del XVI secolo-1598), il quale curò anche la sistemazione dei giardini a mare e a monte. All’inizio del Seicento il giardino inferiore era strutturato in forme geometriche, quello superiore (oggi scomparso) era terrazzato e culminava con la statua colossale in stucco di Giove opera di Marcello Sparzo (seconda metà del XVI secolo-inizi XVII secolo).

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