Piazza Dante

Piazza Dante, Genova, GE, Italia (0)

Descrizione

Ispirato alla politica autocelebrativa del regime fascista, il progetto di monumentalizzazione del centro cittadino ebbe il suo fulcro, negli anni Trenta, con il piano di ridefinizione urbanistica di Piazza Dante. Il Piano Regolatore delle Aree Centrali realizzato da Giulio Zappa e Aldo Viale nel 1932, prevedeva la realizzazione di un moderno centro direzionale nel cuore di Genova. I lavori, iniziati nel 1934 e terminati nel 1940, comportarono la demolizione del quartiere di Ponticello, antico borgo medievale dei Lanaioli; dallo sventramento si salvarono Porta Soprana e il chiostro di Sant’Andrea. Marcello Piacentini, che aveva maturato in questo periodo una sua autonoma adesione alle moderne istanze razionaliste, fu nominato responsabile di tutto il complessivo piano urbanistico dell’area, coordinando la realizzazione di quello che ancora oggi è uno dei più importanti capolavori dell’architettura razionalista italiana. Piacentini fu incaricato anche della progettazione della Torre Sud: fronteggiando la massiccia struttura della Torre Nord di Giuseppe Rosso (1935-37), l’edificio ne condivide lo stesso visionario approccio modernista, influenzato dalla cultura architettonica futurista. Un appassionato interesse per i grattacieli americani era all’epoca condiviso dall’amministrazione pubblica e dalla classe imprenditoriale genovese che guardavano ai modelli d’oltreoceano. La Torre Sud, con i suoi 108 metri fu fino agli anni Cinquanta il più alto grattacielo d’Europa; realizzato in cemento armato, l’edificio presentava una dotazione tecnologica all’avanguardia. A Tomaso Badano e Giulio Zappa è attribuibile il progetto per la Galleria Colombo (1934) che collegava il nuovo quartiere alla zona della Foce. A cavallo tra tendenze novecentiste e déco e le emergenti novità razionaliste si colloca Palazzo Terzani (1937-38), progettato da Giuseppe Crosa di Vergagni. Dall’altro lato della piazza si fronteggiano il Palazzo dell’INA di Gino Cipriani (1939) e il Palazzo Gaslini di Aldo Zuccarelli (1938).

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