Ponte di Tiberio

Ponte di Tiberio, Rimini, RN, Italia (5)

Descrizione

Compagno, fin dall’epoca comunale, dell’Arco d’Augusto nello stemma cittadino, il Ponte di Tiberio è uno dei più notevoli ponti romani superstiti. Iniziato da Augusto nel 14 d.C. ed ultimato da Tiberio nel 21 d.C., come ricordano due iscrizioni celebrative incise nei fronti interni dei parapetti, era il punto di partenza della via Emilia e della via Popilia, dirette rispettivamente a Piacenza e Aquileia. La massiccia mole in pietra d’Istria, lunga 62 metri, attraversava il fiume Marecchia, oggi deviato più a Nord. La struttura possente si articola in 5 arcate a tutto sosto, poggianti su massicci piloni con speroni frangiflutti, a loro volta sostenuti da un efficace sistema di pali di legno, perfettamente isolati. La sobria decorazione è affidata a edicole schiacciate, scolpite tra gli archi, e ad emblemi, quali scudi, corone d’alloro, patere e bastoni sacerdotali, incisi nei cunei di chiave. Il ponte è sopravvissuto alle tante vicende che hanno rischiato di distruggerlo: dai terremoti alle piene, dall’usura del passaggio (ancora oggi il ponte è attraversato dalle auto) agli episodi bellici. Tra questi ultimi si ricordino l’attacco di Narsete (551), durante la Guerra Gotica, che causò l’incrinatura dell’ultima arcata verso il borgo San Giuliano, e il tentativo fallito dei tedeschi di minarlo durante la ritirata nel II conflitto mondiale. Come su molti altri ponti antichi anche su quello di Tiberio aleggiano leggende scaramantiche: due tacche somiglianti ad uno zoccolo caprino gli valsero il nome di Ponte del Diavolo. Probabilmente, invece, i segni sono la testimonianza di incavi per il fissaggio di carrucole per issare la pesca dalle barche che passavano sul bacino del Marecchia.

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