Chiesa del Cimitero della Vergine

Cimitero della Vergine, Via Bonellina, Pistoia, PT, Italia (0)

Descrizione

Vicino alla Chiesa delle Sante Maria e Tecla alla Vergine progettata da Michelucci, si trovava il cimitero ottocentesco della Vergine, edificato in periferia di Pistoia per ospitare le sepolture in modo igienico e conforme alle norme urbanistiche. Intorno al 1950, Michelucci venne incaricato di progettare anche la cappella del cimitero, che andò a sostituire quella ottocentesca di minori dimensioni, di cui conserva le sepolture a piano terra.
Il camposanto in cui sorge la chiesa presenta un impianto quadrangolare, con ai lati due piani di loculi, arricchiti dalla presenza di loggiati ad archi a tutto sesto, la cui bicromia ricorda quella lapidea tipica delle chiese romaniche pistoiesi.
Fortemente vincolato dalle preesistenze, il progetto della chiesa venne impostato seguendo un’idea di simmetria che ritroviamo sia nel posizionamento dell’edificio all’interno del cimitero sia nello sviluppo della pianta e dei prospetti.
L’asse di simmetria diventa, infatti, protagonista del progetto stesso, grazie alla presenza di due volumi distinti che, raccordati tramite due ballatoi in facciata e un volume più alto posteriore, abbracciano il vuoto centrale, posto in asse con l’ingresso del cimitero. La stessa logica la possiamo notare anche nell’alto basamento, scavato dall’atrio di ingresso nella parte centrale.
La chiesa presenta un impianto rettangolare, filtrato da un atrio ribassato, a cui si accede tramite il portone in legno posto arretrato rispetto al filo della facciata. Superando l’atrio si accede al volume della chiesa vera e propria, sviluppata come uno spazio centrale su due piani su cui si affacciano i ballatoi laterali. L’interno è caratterizzato dall’uso del cemento lasciato a vista, che dà un aspetto severo all’ambiente e che contrasta nel colore e nell’aspetto con il legno delle balaustre e delle sedute dei ballatoi. Nonostante l’arricchimento della struttura con aste cementizie a V, la chiesa mantiene un’aria estremamente spoglia. Particolari suggestioni vengono date dall’utilizzo della luce, che filtra attraverso la vetrata policroma in facciata.
Nel complesso la chiesa, con il suo volume compatto, si contrappone nettamente al resto del cimitero, caratterizzato dagli elementi leggeri e puntuali costituenti le logge, quali archi e colonne. Di esso, però, ne ripropone la forte orizzontalità e lo fa grazie alle cornici marcapiano, alle aperture e ai ballatoi, il superiore dei quali non era previsto nella prima stesura del progetto.
Il volume posteriore risulta molto più alto dei due in facciata ed è caratterizzato da grandi vetrate colorate, che vanno a creare quasi una quinta teatrale. Nella prima stesura del progetto, su di esso era presente un grande crocifisso, che dominava l’edificio: esso verrà poi inserito in dimensioni ridotte all’interno della chiesa, sul pannello inclinato posto sopra l’altare.
L’edificio è rivestito in materiale lapideo, usato in modi diversi a seconda della parte architettonica trattata. Il basamento è in Alberese bianco e rosato, con un opus incertum nello zoccolo e sottili ricorsi in aggetto sulla porzione superiore; lastre marmoree rettangolari sono usate nei due volumi leggermente aggettanti che si trovano in facciata.

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