Teatro della Pergola

Via della Pergola, 12/32, Firenze, FI, Italia (3)

Descrizione

Il Teatro della Pergola è il teatro storico di Firenze ed uno dei più antichi e ricchi di storia di tutta Italia, situato lungo via della Pergola ai numeri pari dal 12 al 30. Contrariamente a quanto si possa credere è il teatro che prese il nome dalla via in cui sorge e non viceversa, esisteva infatti un pergolato d'uva nel '500 ma più avanti nella strada, vicino agli edifici dell'ospedale di Santa Maria Nuova e all'oratorio di San Tommaso d'Aquino.
Il Teatro è sottoposto a vincolo architettonico dal 1943, in quanto "primo grande esempio di teatro all'italiana".
Il teatro fu eretto con una struttura lignea nel 1656 ed è considerato il primo grande teatro a ordini di palchi sovrapposti ("all'italiana"). Si sperimentò per la prima volta anche la forma ovale, di maggior resa acustica. Il teatro era in struttura lignea e dotato di un ampio palcoscenico con un elegante arcoscenico; gli ordini di palchi erano tre, sorretti da una loggia aperta sulla platea dove le panche fisse formavano due settori delimitati da balaustre e destinati a tenere separato il pubblico maschile da quello femminile.
Il teatro, divenuto successivamente "teatro granducale", fu interessato poi da varie trasformazioni. Nel 1688 venne eliminato il colonnato per far posto ad un altro ordine di palchi. ma l'intervento più importante fu intrapreso tra il 1753 e il 1755, quando su disegno le strutture lignee della sala, furono sostituite da strutture in muratura.
Nel 1834 Antonio Meucci, macchinista alla Pergola, installò nel teatro il primo "telefono" acustico della storia (a trasmissione meccanica, non ancora elettrica), per comunicare tra i vari ambienti del teatro.
Altri adeguamenti nel tempo ne ampliarono gli ambienti aumentando la capacità di accoglienza, fino ad un totale di 1350 spettatori.
A seguito dei danni causati dall'alluvione del 1966 l'edificio fu poi oggetto di un complesso intervento di consolidamento strutturale.

All'esterno la struttura si presenta in forme sostanzialmente neoclassiche, con una pensilina di ferro più recente: tale facciata sarebbe dovuta essere sostituita da una nuova progettata nel 1873 da Telemaco Buonaiuti, che in realtà si limitò a restaurare questa, più antica. Tinteggiata di color salmone ("con gusto evidentemente non fiorentino"), la lunga facciata si presenta con due ingressi principali alle estremità, disegnati in modo da alludere a due frontoni classici e riconducibili al cantiere del 1855 diretto da Gaetano Baccani. Il corpo centrale non presenta elementi caratterizzanti, sviluppandosi per undici assi disposti su tre piani, e ripropone una situazione già determinatasi nel 1789. L'ingresso principale è quello al numero 30, arricchito da una bella tettoia in ferro opera dell'Officina Ridi (1912). Sulla destra di questo ingresso è una lapide (posta dal Comune nel 1901) con una epigrafe che ricorda la prima rappresentazione del Macbeth, scritto per questo diario e diretto da Giuseppe Verdi la sera del 14 marzo 1847.

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